| Editoriale 11.10.2010 |
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| Scritto da Nicola Tanzi |
| Venerdì 15 Ottobre 2010 15:33 |
Indennità e DirittiE’ diventato intollerabile il ritardo con il quale, sempre più spesso, vengono corrisposte le indennità accessorie ai colleghi, a partire dagli straordinari fino ad arrivare alle spettanze dovute al personale in servizio presso le Specialità della Polizia Stradale, della Polizia Ferroviaria e della Polizia Postale e delle Comunicazioni. Abbiamo deciso di non limitarci ai solleciti, ma di ricorrere al Giudice se necessario, come avvenuto già in alcune realtà del nostro territorio nazionale – Udine, Bologna, Pescara, tanto per fare qualche esempio - dove lo sforzo delle Segreterie Regionali e Provinciali SAP è stato fondamentale per ottenere decreti ingiuntivi ad hoc e tutelare i nostri iscritti. Noi siamo un’organizzazione seria e ragionevole, che non vive di demagogia o promesse fasulle, soprattutto in questo periodo di adesioni e disdette dove molti (piccoli) fanno carte false per conquistare l’iscrizione di un collega. Un’organizzazione che, forte dei propri 20.000 aderenti, orgogliosa delle proprie idee e della propria storia, unica a non “tassare” la tredicesima mensilità con la trattenuta sindacale, ha dimostrato senso di responsabilità firmando un Contratto che, nelle attuali condizioni politiche e soprattutto economiche, rappresenta quanto di meglio si potesse ottenere.
Ma il senso di responsabilità che caratterizza il Sindacato Autonomo di Polizia non ci fa arretrare di un passo nella difesa concreta e reale dei diritti del personale, soprattutto di coloro che rischiano la vita, che svolgono indagini delicatissime, che sono impegnati in servizi i quali mettono a dura prova le resistenze psico-fisiche. Gente che si guadagna col sudore della fronte straordinari e indennità, che non sono un premio per l’attività svolta, ma un diritto acquisito frutto di anni di battaglie sindacali. A questi diritti noi non rinunciamo e non rinunceremo mai, anche perché la Polizia di Stato e le Forze dell’Ordine – nonostante le mille difficoltà che tutti conosciamo – riescono ogni giorno a garantire la sicurezza dei cittadini, a fare indagini, ad assicurare alla giustizia pericolosi criminali e malavitosi.
E tutto questo avviene non certo grazie alla politica che, come più volte abbiamo denunciato, si vanta di successi non propri, ma solo grazie alla professionalità e all’abnegazione delle donne e degli uomini che vestono la gloriosa divisa della Polizia di Stato. Per questo, è inaccettabile la condotta del Ministero del Tesoro e della Ragioneria Centrale dello Stato che costringono il nostro Dipartimento ad accorciare ogni giorno di più la già striminzita coperta, differendo di mesi e in qualche caso di anni i pagamenti degli straordinari e delle indennità di Specialità le quali, è bene non dimenticarlo mai, sono corrisposte attraverso risorse stanziate regolarmente da Autostrade, Ferrovie e Poste... Risorse che poi si “perdono” nelle voci di bilancio ministeriali, sempre più in asfissia per colpa di chi non sa distinguere il loglio dal grano e impone da tempo tagli che penalizzano enormemente il Comparto Sicurezza! Abbiamo più volte riconosciuto al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, un certo impegno relativo alle problematiche che ci riguardano.
Vorremmo che il titolare del Viminale spendesse il suo peso e il suo prestigio in maniera più incisiva in Consiglio dei Ministri, soprattutto nei confronti – leggasi Tremonti – di chi continua a tenere ben stretti i cordoni della borsa.
Noi, in ogni caso, non intendiamo lasciare nulla d’intentato e continueremo a tutelare i nostri aderenti nel modo migliore.
Anche ricorrendo al Giudice se necessario. Ma serve, in primo luogo, una svolta di carattere politico. Perchè i Poliziotti italiani, per mandare avanti la propria famiglia, pagare la rata del mutuo o le bollette, hanno bisogno di fatti concreti e non certo di chiacchiere. Orgogliosi di essere SAP! |











