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Editoriale 01.11.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Domenica 31 Ottobre 2010 23:14 |
Forti e compatti nella tutela del personale
Il SAP detta ancora una volta i tempi dell'agenda politica e sindacale italiana in materia di sicurezza e l'Esecutivo Nazionale della nostra organizzazione, riunitosi a Rimini nelle giornate del 28 e 29 ottobre, ha corroborato le scelte della Segreteria Generale che, dopo la firma del Contratto il quale dovrà portare rapidamente alla corresponsione degli aumenti e degli arretrati previsti, focalizza l'obiettivo sui grandi temi delle pensioni, della previdenza complementare, del riordino delle carriere e della specificità. Nel corso della riunione del massimo organo di governo del SAP, infatti, è stato presentato un nuovo e innovativo servizio che permetterà a tutti i nostri iscritti di conoscere, con una semplice procedura informatica che sarà gestita da Roma in collaborazione con le Segreterie Regionali e Provinciali, l'importo esatto della pensione prossima e futura, oltre ad una assistenza dedicata. Il servizio partirà nei prossimi giorni e ne daremo presto comunicazione. Ai nostri aderenti, inoltre, sarà distribuito entro l'anno - assieme alla consueta ed esclusiva gadgettistica targata SAP - un utilissimo libretto aggiornato con tutte le ultime novità in materia previdenziale, oltre a pratiche "istruzioni" per poter calcolare la propria pensione. Le problematiche previdenziali diventano, pertanto, l'obiettivo più importante da portare avanti nell'immediato periodo: una convinzione che ha trovato la piena condivisione dell'Esecutivo Nazionale del Sindacato Autonomo di Polizia. Nei giorni scorsi, non a caso, abbiamo scritto una lettera ai ministri Maroni e Brunetta per chiedere un incontro urgente e ottenere chiarimenti in merito alle ultime circolari Inpdap che stanno creando disagio a molti operatori i quali matureranno il diritto ad andare in quiescenza nel 2011, vista la possibilità di applicazione delle disposizioni relative alle cosiddette "finestre mobili". Possibilità che a nostro avviso non può esistere pure in considerazione della normativa sulla specificità che, approvata finalmente in via definitiva e in attesa adesso solo della firma del Presidente della Repubblica, prevede una tutela ad hoc per le donne e gli uomini delle Forze dell'Ordine. Ma c'è molto altro. Chiusa la partita contrattuale - si spera al più presto con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del relativo dPR, come ribadito anche recentemente al SAP dal Dipartimento della Funzione Pubblica - non è più procrastinabile l'avvio dei tavoli della previdenza complementare. I colleghi più giovani destinati ad andare in pensione nei prossimi anni rischiano, infatti, di fare la fame se non si interverrà prontamente, colmando un ritardo che ci portiamo dietro - con evidenti responsabilità dei Governi di destra e sinistra che si sono succeduti - addirittura dal 1995. Pure per questo, l'azione del SAP prosegue in tutte le direzioni, compreso il livello politico, affinché sia portato avanti il disegno di legge Ramponi che permetterebbe una perequazione, come più volte abbiamo ricordato, dei quindici anni trascorsi dalla Riforma Dini. Gli iscritti SAP, in ogni caso, possono contare anche sul nostro ricorso in materia pensionistica - gratuito! - che continua ad andare avanti e che costituisce un ulteriore elemento di tutela per il per-sonale di Polizia. Sullo sfondo, come è stato ribadito dai dirigenti nazionali della nostra organizzazione nel corso della due giorni riminese, resta la questione del riordino delle carriere e delle risorse che servono per realizzarlo. Il SAP, che è ancora in attesa di un definitivo chiarimento sugli appostamenti economici necessari alla riforma, considera questo obiettivo irrinunciabile e certo non faremo cadere nel dimenticatoio un provvedimento atteso ormai da troppi anni da tutto il personale. Queste le strategie, concrete, che il più grande sindacato autonomo della Polizia di Stato continua a perseguire, col pieno sostegno di tutta la propria classe dirigente e soprattutto dei colleghi che ci danno fiducia con l’iscrizione. Impegni che non molleremo mai in nessun caso, perché scolpiti nel nostro Dna più profondo...
Orgogliosi di essere SAP!
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Editoriale 18.10.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Venerdì 22 Ottobre 2010 16:36 |
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ORDINE PUBBLICO
Il nostro, a volte, è davvero uno strano Paese. Una nazione dove spesso il chiacchiericcio da bar basato sul nulla e la visione acritica di immagini e filmati, trasmessi in particolare dalle televisioni, trasformano e distorcono completamente la realtà dei fatti.
Spesso a danno, duole dirlo, proprio delle donne e degli uomini della Polizia di Stato e delle Forze dell’Ordine.
In un Paese normale, i Poliziotti in servizio di ordine pubblico a Genova durante la partita di calcio Italia – Serbia non solo non sarebbero stati criticati, ma avrebbero avuto addirittura un premio per aver evitato, con la loro professionalità e il loro sacrificio (non dimentichiamo che ci sono stati dei feriti tra i colleghi), una strage sicura, peggiore di quella tristemente nota dell’Heysel, avvenuta 25 anni fa e che macchiò di sangue la finalissima di coppa campioni tra Juventus e Liverpool con la morte di una quarantina di persone, in massima parte di origine italiana.
Il comportamento delle Forze dell’Ordine a Genova, sotto il coordinamento della Questura, è stato eccellente nella situazione data: si è impedito che i delinquenti slavi mettessero a ferro e fuoco la città prima della partita; durante la gara, inoltre, si è evitato che ci fossero morti e feriti gravi. Non è stato un caso, non è stato un colpo di fortuna.
Tutto questo è avvenuto perché la Polizia di Stato l’ordine pubblico, pur tra mille difficoltà, lo sa fare bene.
E lo fa bene perché gli operatori sono abituati ad agire con competenza e sacrificio.
Il SAP, già nella serata maledetta che ha visto poi l’interruzione della partita dell’Italia, è intervenuto per primo attraverso l’agenzia Ansa per ribadire il proprio appoggio ai colleghi che, da questo punto di vista, hanno subito trovato anche il pieno conforto del Capo della Polizia.
Abbiamo apprezzato anche le parole, successive, del Ministro Maroni, che giustamente ha ricordato come la responsabilità della venuta in Italia di questi violenti travestiti da tifosi sia da attribuire alle istituzioni serbe e ai loro scarsi servizi di intelligence.
Apprezziamo meno Maroni quando recentemente, rispondendo durante una pubblica iniziativa alle domande di un giornalista che ricordava i tagli al Comparto Sicurezza, rilanciati proprio quel giorno da una nostra denuncia apparsa sulle pagine del quotidiano “Leggo” (si veda il nostro sito), ha affermato che le polemiche sui tagli stessi sono smentite dai risultati.
Il Ministro dell’Interno sa meglio di noi che a compiere indagini ed arresti, a garantire la sicurezza e il sereno vivere dei cittadini non sono i politici che siedono in Parlamento, ma Poliziotti, Carabinieri, Magistrati. E se i risultati arrivano e continueranno ad arrivare, il merito va solo alla professionalità e all’impegno dei colleghi. Come a Genova, dove grazie alla Polizia è stata evitata una tragedia immane.
Il Governo nei giorni scorsi ha varato in poche ore la cosiddetta legge di stabilità per l’anno 2011, la vecchia finanziaria per capirsi, che passa ora all’esame di Camera e Senato dove, tra l’altro, è in discussione il nuovo Dpef, ora chiamato “Dfp” (Decisione di finanza pubblica), relativo al triennio 2011-2013. Si tratta di provvedimenti che, ad un primo esame, non aggiungono nulla di nuovo rispetto alla manovra correttiva triennale da circa 25 miliardi approvata durante la scorsa estate.
Ma adesso dal Parlamento italiano non possono non arrivare risposte concrete per il Comparto Sicurezza, come per altro promesso e ribadito anche recentemente dal Governo.
Su di una cosa bisogna stare sicuri: noi siamo orgogliosi di essere Poliziotti e siamo orgogliosi della nostra divisa.
Noi siamo appartenenti alla Polizia di Stato e non impiegati civili che timbrano un cartellino o attraversano un tornello: chi confonde le cose, chi pensa che un parere, una circolare o una disposizione mal interpretata possano essere sufficienti per costringere coloro che indossano la nostra divisa ad essere qualcosa di diverso da ciò che sono, sbaglia di grosso.
E venderemo cara la pelle per difendere e continuare a tutelare gli interessi dei colleghi, come abbiamo sempre dimostrato e fatto in trent’anni di gloriosa storia sindacale autonoma. Storia che nessun’altra organizzazione può vantare. Senza tema di smentita.
Orgogliosi di essere SAP!
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Editoriale 11.10.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Venerdì 15 Ottobre 2010 15:33 |
Indennità e Diritti
E’ diventato intollerabile il ritardo con il quale, sempre più spesso, vengono corrisposte le indennità accessorie ai colleghi, a partire dagli straordinari fino ad arrivare alle spettanze dovute al personale in servizio presso le Specialità della Polizia Stradale, della Polizia Ferroviaria e della Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Abbiamo deciso di non limitarci ai solleciti, ma di ricorrere al Giudice se necessario, come avvenuto già in alcune realtà del nostro territorio nazionale – Udine, Bologna, Pescara, tanto per fare qualche esempio - dove lo sforzo delle Segreterie Regionali e Provinciali SAP è stato fondamentale per ottenere decreti ingiuntivi ad hoc e tutelare i nostri iscritti.
Noi siamo un’organizzazione seria e ragionevole, che non vive di demagogia o promesse fasulle, soprattutto in questo periodo di adesioni e disdette dove molti (piccoli) fanno carte false per conquistare l’iscrizione di un collega.
Un’organizzazione che, forte dei propri 20.000 aderenti, orgogliosa delle proprie idee e della propria storia, unica a non “tassare” la tredicesima mensilità con la trattenuta sindacale, ha dimostrato senso di responsabilità firmando un Contratto che, nelle attuali condizioni politiche e soprattutto economiche, rappresenta quanto di meglio si potesse ottenere.
Ma il senso di responsabilità che caratterizza il Sindacato Autonomo di Polizia non ci fa arretrare di un passo nella difesa concreta e reale dei diritti del personale, soprattutto di coloro che rischiano la vita, che svolgono indagini delicatissime, che sono impegnati in servizi i quali mettono a dura prova le resistenze psico-fisiche.
Gente che si guadagna col sudore della fronte straordinari e indennità, che non sono un premio per l’attività svolta, ma un diritto acquisito frutto di anni di battaglie sindacali.
A questi diritti noi non rinunciamo e non rinunceremo mai, anche perché la Polizia di Stato e le Forze dell’Ordine – nonostante le mille difficoltà che tutti conosciamo – riescono ogni giorno a garantire la sicurezza dei cittadini, a fare indagini, ad assicurare alla giustizia pericolosi criminali e malavitosi.
E tutto questo avviene non certo grazie alla politica che, come più volte abbiamo denunciato, si vanta di successi non propri, ma solo grazie alla professionalità e all’abnegazione delle donne e degli uomini che vestono la gloriosa divisa della Polizia di Stato.
Per questo, è inaccettabile la condotta del Ministero del Tesoro e della Ragioneria Centrale dello Stato che costringono il nostro Dipartimento ad accorciare ogni giorno di più la già striminzita coperta, differendo di mesi e in qualche caso di anni i pagamenti degli straordinari e delle indennità di Specialità le quali, è bene non dimenticarlo mai, sono corrisposte attraverso risorse stanziate regolarmente da Autostrade, Ferrovie e Poste...
Risorse che poi si “perdono” nelle voci di bilancio ministeriali, sempre più in asfissia per colpa di chi non sa distinguere il loglio dal grano e impone da tempo tagli che penalizzano enormemente il Comparto Sicurezza!
Abbiamo più volte riconosciuto al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, un certo impegno relativo alle problematiche che ci riguardano.
Vorremmo che il titolare del Viminale spendesse il suo peso e il suo prestigio in maniera più incisiva in Consiglio dei Ministri, soprattutto nei confronti – leggasi Tremonti – di chi continua a tenere ben stretti i cordoni della borsa.
Noi, in ogni caso, non intendiamo lasciare nulla d’intentato e continueremo a tutelare i nostri aderenti nel modo migliore.
Anche ricorrendo al Giudice se necessario.
Ma serve, in primo luogo, una svolta di carattere politico.
Perchè i Poliziotti italiani, per mandare avanti la propria famiglia, pagare la rata del mutuo o le bollette, hanno bisogno di fatti concreti e non certo di chiacchiere.
Orgogliosi di essere SAP!
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Editoriale 04.10.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Domenica 03 Ottobre 2010 20:34 |
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PREVIDENZA complementare e RIORDINO delle carriere:
le priorità del SAP
Archiviata la partita contrattuale, con aumenti ed arretrati in arrivo nel mese di novembre, la nostra azione si focalizza adesso su due priorità assolutamente fondamentali: la previdenza complementare e il riordino delle carriere.
Due storiche battaglie del Sindacato Autonomo di Polizia che intendiamo continuare a portare avanti e rilanciare con forza in questi ultimi mesi del 2010.
Non a caso, durante la stipula del contratto alla Funzione Pubblica, sono stati messi nero su bianco alcuni impegni che consideriamo vincolanti ed urgenti.
Su tutti, l’avvio dei tavoli della previdenza complementare, un istituto necessario per permettere ai colleghi, soprattutto a quelli più giovani, di integrare con prestazioni pensionistiche aggiuntive il trattamento di quiescenza base corrisposta dall’Inpdap. La legge 335/1995, meglio conosciuta come Riforma Dini, nell’introdurre il sistema contributivo (che non lega la prestazione pensionistica alla retribuzione, ma la vincola alla contribuzione accreditata a favore del dipendente nell’arco dell’intera sua vita lavorativa) in sostituzione di quello retributivo (che commisura l'importo del trattamento spettante all’anzianità posseduta all’atto della cessazione e alla retribuzione percepita nell'ultimo periodo di servizio), ha previsto ovviamente la previdenza complementare come forma di compensazione.
Ma per il nostro Comparto, in quindici anni di Governi di destra e sinistra, poco è stato fatto, al di là delle tutele ottenute – grazie alla nostra azione – nell’ambito della legge 243/2004 (la Riforma Maroni).
Per questo, i tavoli della previdenza complementare devono partire al più presto, come promesso ancora una volta dall’attuale Esecutivo. Contemporaneamente, stiamo spingendo affinché si sblocchi il disegno di legge n. 783 presentato dal Senatore Ramponi (Pdl) volto a prorogare, per il personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, l’avvio del sistema di calcolo contributivo previsto dalla Riforma Dini fino al 31 dicembre dell’anno di effettivo avvio della previdenza complementare. In ogni caso, i colleghi e soprattutto gli iscritti al SAP devono sapere che resta in piedi il ricorso gratuito (ci teniamo a sottolinearlo) che la Segreteria Generale ha presentato per illegittimità costituzionale della legge 335/1995, con particolare riferimento al passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo.
L’altra grande priorità per il SAP e per i colleghi è il riordino delle carriere.
Amiamo sempre rammentare che nel 2006 il nostro progetto di riforma fu approvato da un ramo del Parlamento, salvo poi essere stoppato al Senato, in dirittura d’arrivo.
Le responsabilità di quella scelta, è risaputo, non sono certo da addebitare al Sindacato Autonomo di Polizia.
Oggi, in un panorama sindacale e politico mutato, la nostra battaglia continua affinché il Governo rispetti l’impegno preso – e ribadito anche in sede di firma contrattuale – per la presentazione del disegno di legge delega. I punti chiave da portare avanti sono noti: la valorizzazione della base e l’istituzione del Ruolo unico Agenti Assistenti Sovrintendenti, accelerando i tempi complessivo del passaggio di qualifica da Agente a Sovrintendente.
Nel contempo, per gli attuali Sovrintendenti occorrerà garantire delle tutele concrete e reali che permettano, con modalità da individuare nell’ambito dell’esercizio della delega, il passaggio al Ruolo Ispettori. Ancora, per quel che concerne gli Ispettori, la delega dovrà prevedere il principio del passaggio al nuovo Ruolo Direttivo ordinario, così come gli attuali Funzionari dovranno accedere al Ruolo dei Dirigenti.
Infine, da non dimenticare il necessario obiettivo della contrattualizzazione della Dirigenza per completare in maniera organica e senza sperequazioni il progetto di Riordino.
Tutto questo dovrà avvenire, a regime, valorizzando nel modo giusto ed opportuno l’esperienza professionale e i titoli, a partire da quello di studio. Inoltre, come SAP lavoriamo affinché sia introdotto il principio dello sganciamento della progressione economica da quella di carriera, affinché con l’anzianità di servizio, a prescindere dal grado e dalla qualifica, lo stipendio mensile sia destinato ad incrementarsi in maniera importante.
Non trascuriamo ovviamente il nodo delle risorse: la manovra finanziaria della scorsa estate prevede il mantenimento strutturale dei 119 milioni di euro annui per la riforma, ma il Governo non ci ha ancora dato lumi sui 770 milioni che erano stati accumulati dai precedenti esercizi di bilancio. Presto bisognerà fare chiarezza.
Ma la battaglia per il riordino prosegue e dovrà proseguire con sempre maggiore forza.
Infine mi corre l’obbligo di fornire alcuni spiegazioni in merito alla specificità, una storica ed esclusiva battaglia del Sindacato Autonomo di Polizia che finalmente è divenuta realtà. Nella giornata del 29 settembre, infatti, è stato nuovamente approvato al Senato, con modificazioni, il ddl 1167 B/BIS, contenente diverse disposizioni di nostro interesse, prima fra tutte proprio la norma che riconosce la specificità della professione, per altro già approvata sei mesi fa e della quale abbiamo dato abbondantemente conto, rivendicando il merito storico ed esclusivo del SAP – e non di altri – in questa battaglia. Infatti, le norme contenenti la specificità, unitamente ad altre disposizione, avevano già avuto il via libera da entrambi i rami del Parlamento lo scorso 3 marzo e, pertanto, non sono state oggetto di nuova discussione al Senato. Ciò in quanto il ddl che le contiene è stato sì rinviato alle Camere con messaggio motivato dal Presidente della Repubblica, ma esclusivamente per la questione dell'arbitrato in materia di lavoro, ivi prevista e sulla quale il Capo dello Stato ha chiesto una maggiore attenzione da parte del Parlamento. Si attende adesso soltanto la calendarizzazione alla Camera per la relativa discussione e approvazione.
Orgogliosi di essere SAP!
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Editoriale 27.09.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Lunedì 27 Settembre 2010 06:40 |
Scuola di Legalità
Dopo le pattuglie miste e dopo la mini naja, continuano da parte del Governo ed in particolare del Ministro Ignazio La Russa i tentativi di “militarizzare” la sicurezza nel nostro Paese, investendo per altro i pochi fondi pubblici disponibili in iniziative e progetti discutibili, mentre si continuano a lesinare risorse per poliziotti e carabinieri.
L’ultima trovata è l’idea di istituire una sorta di “scuola di guerra”, un progetto di addestramento realizzato dalla direzione scolastica della Regione Lombardia e dal comando militare dell’esercito che coinvolge centinaia e centinaia di studenti e che prevede corsi specifici e prove tecnico-pratiche per avvicinare i giovani alle forze armate, con superamento di ostacoli e sopravvivenza in ambienti ostili (come negli scenari di guerra), utilizzo di pistole ad aria compressa e quant’altro.
Si tratta di una proposta propagandistica, inutile e pericolosa.
Il nostro sindacato è impegnato da anni su ben altri fronti in tema di formazione dei giovani, convinti come siamo che sia fondamentale in primo luogo educare alla legalità per elaborare e diffondere un'autentica cultura dei valori civili.
Il 27 settembre, non a caso, la nostra struttura barese, insieme all’ente provinciale del capoluogo pugliese presenta, con la partecipazione del Sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, il Progetto ‘Felce’ il quale ha l’obiettivo di stimolare la crescita della cultura della legalità attraverso iniziative e programmi formativi rivolti principalmente agli studenti.
Una iniziativa - ben organizzata dal Segretario SAP di Bari John Battista, dai colleghi Guido e Natalia Italiano, oltre a tutta la struttura provinciale - che rientra nei programmi di prevenzione e sicurezza della Provincia di Bari e che si colloca nell’ambito della nostra manifestazione “Per non dimenticare”, premiata anche quest’anno con la Medaglia della Presidenza della Repubblica.
Il Sindacato Autonomo di Polizia crede fermamente nel principio di legalità che sta alla base di una corretta educazione alla legalità, delineando i giusti comportamenti che i cittadini devono acquisire per tutelare una serena convivenza civile. Educare alla legalità significa elaborare e diffondere un'autentica cultura dei valori civili e questo si pone non soltanto come premessa culturale indispensabile, ma anche come sostegno operativo quotidiano, poiché – come è stato da più parti sostenuto - soltanto se l'azione di lotta sarà radicata saldamente nelle coscienze e nella cultura dei giovani, essa potrà acquisire caratteristiche di duratura efficienza all'incalzare temibile del fenomeno criminale.
In Valle d’Aosta, con il Segretario Massimo Denarier, portiamo avanti da anni il Percorso della Legalità con iniziative che coinvolgono gli studenti delle scuole medie superiori.
In Piemonte e nello specifico ad Alessandria, con il Segretario Felice Rizzo, siamo protagonisti di una rete che coinvolge enti, istituzioni e scuole. In Calabria, con il SAP di Catanzaro e Sergio Riga, sono state assegnate decine e decine di borse studio ai figli dei colleghi e agli studenti.
E in tutta Italia le iniziative concrete sono tante, tantissime. Realizzate spesso a costo zero. Ai giovani bisogna insegnare i valori civili, non le strategie militari.
Ai giovani bisogna ricordare quanti poliziotti, carabinieri e magistrati hanno perso la vita, non addestrarli a scenari di battaglia inverosimili.
Ai giovani bisogna insegnare la legalità, non a fare la guerra.
Orgogliosi di essere SAP!
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Editoriale 20.09.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Martedì 21 Settembre 2010 20:14 |
Contratto: ha prevalso il senso di responsabilità
Come richiesto e auspicato dal SAP, la partita relativa al Contratto 2008/2009 si è chiusa presto e bene, con incrementi che – nell’attuale contesto economico e finanziario – sono i migliori possibili.
Aumenti, come si evince dalla pratica tabella elaborata dal nostro Ufficio Studi che pubblichiamo su questo Flash, che per gli Agenti e gli Assistenti partono da 60 euro netti mensili, oltre alla corresponsione degli arretrati che decorrono da gennaio 2009 (non meno di 1.300 euro netti).
L’obiettivo è di poter avere aumenti ad arretrati entro novembre.
L’azione del SAP, della Consulta Sicurezza e dei maggiori sindacati di Polizia che si ritrovano nel cosiddetto “cartello” è stata fondamentale per spalmare la quasi totalità delle risorse complessive disponibili – circa 700 milioni di euro più altri 100 milioni per la Specificità – sulla parte stipendiale fissa, cioè parametri e indennità pensionabile.
Gli appostamenti economici messi a disposizione per il rinnovo di questo Contratto, scaduto nel 2007, sono e restano non sufficienti.
I 100 milioni di euro per la Specificità nascono dalla grande manifestazione dei 40.000 in piazza a Roma a fine ottobre scorso e li abbiamo difesi con i denti questa estate, quando con la manovra straordinaria da 25 miliardi si ipotizzavano ulteriori tagli, comprese le nostre tredicesime.
Se avessimo firmato prima dell’estate, come ipotizzava qualche sindacatino che non sa fare sindacato, non avremmo avuto in mano alcuno strumento per contrastare con successo, come è avvenuto, i tentativi di tagliare ulteriori risorse al Comparto Sicurezza.
Ma questa ormai è storia passata.
Il SAP e la Consulta Sicurezza, tra l’altro, hanno fatto mettere nero su bianco alla parte governativa (si veda sempre su questo Flash) un impegno relativo agli ordini del giorno approvati contestualmente alla manovra estiva: avanzamenti di carriera e assegni funzionali, come abbiamo sempre detto, saranno salvaguardati.
La battaglia prosegue adesso per la previdenza complementare, i cui tavoli devono partire entro l’anno, e per il Riordino delle carriere.
Ovviamente, memori degli impegni disattesi in passato, controlliamo e vigileremo affinché stavolta anche la classe politica, soprattutto quella di Governo, dimostri senso di responsabilità.
Quello stesso senso di responsabilità che le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine hanno dimostrato sino ad oggi, anche firmando un Contratto dopo tre anni dall’ultimo rinnovo e con risorse certamente non all’altezza delle aspettative.
Orgogliosi di essere SAP
GUARDA LA TABELLA ESPLICATIVA
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Editoriale 13.09.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Contratto 2008/2009: le richieste del Sindacato Autonomo di Polizia
Come richiesto fortemente dal SAP e anticipato nello scorso numero del nostro Flash, partiranno nei prossimi giorni, esattamente il 14 settembre, le trattative per il rinnovo del biennio economico 2008/2009.
La partita si gioca su una somma complessiva di circa 700 milioni, risorse stanziate in particolare modo dalla Finanziaria 2009.
A questi appostamenti occorre aggiungere i 100 milioni di euro per la Specificità previsti dalla Finanziaria 2010 che costituiscono il risultato esclusivo della grande manifestazione di piazza dello scorso fine ottobre. Una somma che siamo riusciti a salvaguardare con la mobilitazione di due mesi fa contro la manovra finanziaria straordinaria.
Questi i fatti (non smentibili), questo il contesto entro il quale ci muoviamo nell’ambito delle trattative contrattuali.
Le richieste del Sindacato Autonomo di Polizia prevedono due cose molto semplici e concretamente fattibili: le risorse disponibili vanno messe sui parametri e i 100 milioni di euro della Finanziaria 2010 devono essere spalmati sull’indennità pensionabile.
Chiederemo, inoltre, al Governo un impegno reale per quel che riguarda la positiva applicazione degli Ordini del Giorno che abbiamo ottenuto questa estate contestualmente all’approvazione in Parlamento della manovra integrativa da 25 miliardi di euro.
Oltre a ciò, i tavoli che si svolgeranno alla Funzione Pubblica dovranno necessariamente servire per comprendere le reali intenzioni del Governo in materia di Riordino delle carriere, soprattutto per quel che riguarda la questione delle risorse, e di previdenza complementare, un tema a cui teniamo moltissimo e che è fondamentale per tutto il personale, atteso che il SAP continua a sostenere con forza, come è risaputo, il disegno di legge n.783 presentato dal Senatore Ramponi (Pdl) volto a prorogare, per il personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, l’avvio del sistema di calcolo contributivo previsto dalla Riforma Dini fino al 31 dicembre dell’anno di effettivo avvio della previdenza complementare.
E’ noto a tutti che la situazione politica nazionale è instabile e che la prospettiva di nuove elezioni prima della scadenza naturale della legislatura non è improbabile.
A maggior ragione, pretendiamo dall’attuale maggioranza e dal Governo risposte concrete per il personale delle Forze dell’Ordine.
Non è più tempo di mancate promesse o di rinvii.
Le donne e gli uomini della Polizia di Stato non sono più disposti ad ascoltare chiacchiere inutili.
Orgogliosi di essere SAP!
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Editoriale 06.09.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Mercoledì 08 Settembre 2010 21:09 |
Contratto, presto al via le trattative
Entro il mese di settembre saranno avviate le trattative relative al rinnovo del biennio economico 2008/2009.
Si tratta di una richiesta fortemente sollecitata dal SAP, anche nei mesi estivi, con l’obiettivo di chiudere rapidamente questa importante partita.
Una partita, è bene dirlo e ribadirlo soprattutto a qualche sindacalista della domenica, che poteva e doveva essere giocata soltanto in un modo, soprattutto se si hanno realmente a cuore gli interessi dei colleghi e di chi si rappresenta.
Il Contratto, per un sindacato serio che sa svolgere il proprio mestiere, è uno strumento da utilizzare per tutelare la categoria, non per compiacere un ministro amico o propagandare mirabolanti aumenti.
In un momento terribile per l’economia nazionale e mondiale, con una manovra finanziaria straordinaria che rischiava di colpire le nostre tredicesime, tagliare gli assegni di funzione e bloccare gli avanzamenti, noi siamo riusciti a impedire che al Comparto Sicurezza fosse inferto un colpo mortale, salvaguardando anche i 100 milioni per la Specificità, figli dei 40.000 Poliziotti scesi in piazza a fine ottobre scorso a Roma e non delle chiacchiere.
Il SAP, la Consulta Sicurezza e i sindacati di Polizia più responsabili hanno subordinato la firma del vecchio biennio economico 2008/2009 ad obiettivi irrinunciabili, mettendo in campo una mobilitazione che ha dato i suoi frutti reali.
Abbiamo sempre detto che le risorse per il Contratto scaduto tre anni fa non ce le poteva togliere nessuno e così è stato.
L’avvio delle trattative e la firma dell’intesa daranno luogo agli incrementi e agli arretrati previsti, senza perdere un euro.
Il nostro obiettivo è quello di spostare la totalità delle risorse sulla parte fissa, così da avere maggiori garanzie per tutti.
Non solo.
Per noi restano fondamentali due obiettivi: la previdenza complementare e il Riordino delle carriere.
Punti che faremo pesare nella trattativa con la parte governativa.
Questi sono i fatti.
Un avviso ai Poliziotti italiani: preparatevi alle fesserie, alla demagogia, alle trovate di talune organizzazioni sindacali in crisi di sopravvivenza che, specialmente in questi mesi di settembre ed ottobre, quando le disdette fioccano e le poltroncine tremano, cominciano ad inventarsene di tutti i colori per prendere in giro i colleghi.
Colleghi che hanno in mano una grande arma per mandare a casa certi sindacalisti della domenica e premiare l’unica organizzazione seria e davvero autonoma che parla con i fatti, non con le baggianate…
Orgogliosi di essere SAP!
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