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21 | 05 | 2012
Editoriale 22.02.10 Stampa E-mail
Scritto da Sap Flash   
Lunedì 22 Febbraio 2010 08:56

IL SINDACATO DEL FARE

Roma,  22  febbraio  2010. Il SAP ha nel suo Dna il fatto di essere un Sindacato del fare, non delle chiacchiere. Ed è per questo che rivendichiamo con orgoglio il buon esito della riunione svoltasi al Viminale il 17 febbraio e relativa alla questione dei trasferimenti per mandato amministrativo (su richiesta esclusiva, si badi bene, della nostra organizzazione) e del concorso interno a 108 posti da Vice Sovrintendente. Il Dipartimento ha accolto in pieno la linea del Sindacato Autonomo di Polizia, stabilendo che il personale che assume un incarico politico o amministrativo possa essere aggregato per esercitare il proprio mandato fino a scadenza dello stesso (in tale periodo, per altro, non si perde l’anzianità di sede). In questo modo, si ottiene un duplice vantaggio: quello di salvaguardare il personale eletto con un meccanismo analogo a quanto già avviene in altri Corpi e, soprattutto, quello di garantire i colleghi con domanda di mobilità ordinaria, che aspettano da anni e con sacrificio di poter tornare a casa. A questo proposito, il SAP ha nuovamente sollecitato il Dipartimento ad accelerare l’iter della macchina dei trasferimenti che, come da tempo anticipato, si è messa in moto nel mese di febbraio. Entro i prossimi due mesi tutto dovrebbe essere predisposto con una movimentazione importante che interesserà ovviamente anche i colleghi dei nuovi Corsi come prima assegnazione. Il nostro sindacato, consapevole dell’importanza di questi trasferimenti, monitora costantemente la situazione e terrà informati i colleghi di tutte le novità attraverso il Flash e le pagine del sito internet nazionale.

Di seguito, pubblichiamo l’esito dettagliato della citata riunione avvenuta al Dipartimento il 17 febbraio alla presenza del Direttore Centrale per le Risorse Umane, Prefetto Cecere Palazzo, e del Direttore dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali, Prefetto Pazzanese. La delegazione del SAP era composta dai Segretari Generali Aggiunti Ernesto Morandini e Francesco Quattrocchi, oltre alla Responsabile Ufficio Studi Stefania Musto. Per il Dipartimento erano presenti anche i Direttori del Servizio Dirigenti Direttivi Ispettori (Dott. Ciullo), del Servizio Sovrintendenti Assistenti Agenti (Dott. D’Ambrosio), del Servizio Ruolo Tecnico (Dott. Cassini) e del Servizio Concorsi (Dott.ssa Cosintino), oltre alla presenza della Direzione Centrale per gli Affari Generali con il Dott.  Tomao. L’incontro, come detto, verteva sulle problematiche relative al concorso interno a 108 posti di Vice Sovrintendente (poi innalzati a 291), sugli avvicinamenti per l'espletamento del mandato amministrativo di cui all'art. 78 del d. lgs. 267/2000 e sui movimenti connessi alla soppressione della III Zona Polizia di Frontiera di Bolzano.

CONCORSO INTERNO 108 POSTI VICE SOVRINTENDENTE

Il Prefetto Cecere Palazzo ha esordito sulla questione del concorso V .Sov., evidenziando che la nota problematica ha avuto origine dal rilevamento di due tipologie di errori nei questionari/quiz distribuiti in sede di concorso: il primo errore è di tipo materiale ed ha inficiato la griglia di correzione, tuttavia rettificabile da parte dell'Amministrazione posta l'esattezza della domanda; per contro, la seconda tipologia, afferente l'assenza di risposta esatta in alcuni quesiti, ha evidenziato degli errori a cui evidentemente non è stato possibile porre rimedio, avendo natura sostanziale. La soluzione prospettata dall'Amministrazione è stata quella di far ripetere la prova il cui oggetto sarà costituito solo da domande che andranno a sostituire, sia in termini numerici che in termini di area tematica, quelle che sono state rilevate sbagliate e fuorvianti per i relativi concorrenti. Saranno, pertanto, chiamati a ripetere la prova - in forma assolutamente ridotta - solo i partecipanti delle 3 batterie inficiate dagli errori indicati e, più in generale, solo i concorrenti già vincitori unitamente a quelli che, pur non essendo stati nominati vincitori, avrebbero avuto la possibilità, rispondendo correttamente alle domande errate, di ottenere l'idoneità. Coloro, invece che, pur rispondendo correttamente ai quiz errati non avrebbero comunque raggiunto il punteggio minimo non saranno chiamati a sostenere la suddetta prova. A detta dell'Ufficio Concorsi, la riconvocazione coinvolgerà 1000/1050 concorrenti.

A fronte della richiesta del SAP di salvaguardare le esigenze di tutto il personale coinvolto nella vicenda concorsuale, il Dipartimento ha ribadito che non vi è alcuno spazio per procedere ad un eventuale allargamento di graduatoria. A tal proposito, il Prefetto Cecere Palazzo ha annunciato che tale posizione sarà formalmente ribadita nell' atto amministrativo che precederà la parziale ripetizione della prova concorsuale. Il SAP, a questo punto, ha posto l'attenzione sulla tematica della revisione dei titoli per quei partecipanti a cui favore - per colpa addebitabile all'Amministrazione di appartenenza - non siano stati debitamente valutati dei titoli di servizio meritevoli di punteggio ai fini concorsuali. A tal proposito, lo stesso Prefetto ha assicurato che tutte le istanze di revisione titoli che perverranno all'Ufficio Concorsi e che saranno fondate su colpa degli Uffici periferici saranno compiutamente trattate e valutate. Il SAP ha altresì segnalato la necessità di provvedere alla "messa in opera" della soluzione prospettata nel più breve tempo possibile, posta l'assoluta esigenza di non ritardare oltremodo le fasi concorsuali relative al concorso in atto per V. Sov. agganciato - come noto - alle carenze organiche al 31 dicembre 2002. L'Amministrazione, sollecitata dal SAP su questo punto, ha espresso la propria disponibilità ad aumentare gli incontri afferenti l'annosa problematica dei fortissimi ritardi, che ammontano a quasi 10 anni, nell'emanazione dei bandi di concorsi per i ruoli sovrintendenti e ispettori, al fine di trovare una soluzione condivisa che azzeri i clamorosi ritardi.

AVVICINAMENTI EX ART. 78 D. LGS. 267/2000 PER MANDATO AMMINISTRATIVO

L'Amministrazione ha sposato appieno la linea del SAP, proponendo di avvicinare l'operatore di polizia nominato amministratore locale presso la sede in cui svolgerà il mandato amministrativo utilizzando -“ in analogia di quanto già avviene nell'Arma dei Carabinieri - l'istituto dell'aggregazione per tutto il periodo di esercizio del mandato. Le suddette assegnazioni, aventi durata pari al mandato amministrativo, saranno caratterizzate, pertanto, da una maggiore fluidità ed agilità. Nel contempo il Dipartimento ha chiesto, pur obbligandosi a determinare positivamente tutte le istanze di avvicinamento supportate dai requisiti di legge, di valutare le stesse tenendo presenti le esigenze di servizio connesse agli Uffici di destinazione. Durante tale periodo il dipendente maturerà comunque l'anzianità di sede. In tal modo - a parere del SAP - è possibile comporre tutti gli interessi contrapposti, in quanto i dipendenti eletti eserciteranno il proprio diritto politico senza inficiare la graduatoria dei trasferimenti ordinari, evitando così di penalizzare gli operatori che sono da anni in attesa di ottenere l'agognato rientro a casa e che si sarebbero potuti vedere, loro malgrado, superati in graduatoria dagli operatori eletti. Il Dipartimento ha espresso l'intenzione di emanare un'apposita circolare esplicativa sulla questione.

MOVIMENTI CONNESSI ALLA SOPPRESSIONE III ZONA POLFRONTIERA BOLZANO

Il Dipartimento ha assicurato che provvederà nel più breve tempo possibile al trasferimento dei circa 20 operatori che residuano dalla soppressione della III Zona Polfrontiera di Bolzano, cercando di coniugare al meglio le richieste avanzate dal personale con le esigenze dell'Amministrazione.

Orgogliosi di essere SAP!

 
Editoriale 15.02.10 Stampa E-mail
Scritto da Sap Flash   
Lunedì 15 Febbraio 2010 21:38

Trasferimenti e concorso SOV: incontro al DIPARTIMENTO

Roma, 15 febbraio 2010. La problematica dei trasferimenti, con particolare riferimento alla situazione del personale chiamato a svolgere mandato politico/amministrativo, e la situazione del concorso interno a 108 posti da Vice Sovrintendente (elevati a 291), saranno al centro di un incontro con il Dipartimento che si svolgerà il 17 febbraio e che il SAP ha chiesto per primo (come dimostra la documentazione pubblicata sul nostro sito internet). Anzi, per quel che riguarda la situazione dei colleghi che aspirano alla movimentazione in virtù di una carica politica o amministrativa, il nostro sindacato è stato l’unico nelle settimane scorse a porre la problematica che si intreccia, inevitabilmente, con quella del personale – soprattutto appartenente al Ruolo Agenti ed Assistenti – che ormai da troppo tempo aspetta il sospirato telex. Anche se nel mese di febbraio la macchina ministeriale che determinerà i trasferimenti si è finalmente avviata, resta il problema del grave disagio che le donne e gli uomini della Polizia di Stato subiscono, dal punto di visto personale, affettivo ed economico, con il ritardo di questi movimenti che riguarderanno migliaia e migliaia di unità di personale, comprese le assegnazioni dei nuovi Corsi. Un disagio che rischia di aggravarsi se non si troverà una soluzione immediata per i colleghi che, in virtù di un mandato politico/amministrativo, hanno diritto ad essere trasferiti anche con precedenza rispetto agli altri. La soluzione proposta dal SAP e che sarà discussa nel corso dell’incontro del 17 febbraio è quella di aggregare questi colleghi o di considerarli in soprannumero rispetto alla graduatoria nazionale di mobilità, così da non penalizzare i diritti di nessuno. La riunione ministeriale che abbiamo richiesto sarà anche l’occasione per chiarire la situazione del concorso interno a 108 posti da Vice Sovrintendente, successivamente elevati a 291. Sul Bollettino Ufficiale del Personale n. 1/3, infatti, è stata decretata la sospensione dell’efficacia della graduatoria di merito approvata in data 1° dicembre 2009 per 90 giorni, a far data dalla pubblicazione nello stesso B.U. del Personale, avvenuta il 9 febbraio 2010. Come è noto, la situazione trova origine nelle istanze presentate da alcuni candidati, a seguito delle quali la nostra Amministrazione ha effettivamente rilevato la presenza di errori nei questionari utilizzati in sede di prova scritta. La problematica, a nostro avviso, deve trovare urgente chiarimento e soluzione. Senza penalizzare i colleghi. E’ quello che chiederemo alla Direzione Centrale per le Risorse Umane del nostro Dipartimento.

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Editoriale 08.02.2010 Stampa E-mail
Scritto da Sap Flash   
Martedì 09 Febbraio 2010 13:02

Il SAP e la tutela FAMILIARE

Roma,  8  febbraio  2010. La tutela della famiglia, la possibilità per l'operatore di Polizia di prestare servizio vicino casa e, soprattutto, il sacrosanto principio del ricongiungimento familiare, sono da sempre al centro della politica di tutela del personale del SAP. La nostra battaglia legale, in particolare, si è nel tempo concentrata per la concreta e corretta applicazione, anche al personale della Polizia di Stato, dellart. 42 bis del d.lgs. 151/2001, che disciplina la cosiddetta aggregazione prolungata. La norma, come  noto, prevede la possibilità per il dipendente pubblico, genitore di figli minori di tre anni, di essere assegnato, per un periodo non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante di analoga posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni coinvolte. I ricorsi presentati nel tempo da numerosi colleghi, sostenuti in molti casi dal SAP, hanno evidenziato, nel loro esito, una netta demarcazione giurisprudenziale fra l'indirizzo dei giudici di primo grado (favorevole) ed il giudice di appello (decisamente contrario).

Nello specifico, quest'ultimo orientamento muoveva i passi dall'art. 3 del d. lgs. 165/2001, a mente del quale il personale militare e le Forze di Polizia rimangono disciplinati dai rispettivi ordinamenti, con ciò escludendoli dall'applicazione dell'art. 42 bis, destinato - a parere del Consiglio di Stato - al restante pubblico impiego di cui all'art. 2 del d. lgs. 165/2001. Insomma, i giudici di Palazzo Spada non lasciavano spiraglio alcuno alla speranza di abbattere l'ennesima palese disparità di trattamento nei confronti di chi, giornalmente, contribuisce a garantire la sicurezza della gente.

Tuttavia il SAP, questa volta grazie anche alla nostra Segreteria di Alessandria, non si è arreso e ha continuato la sua battaglia a sostegno della famiglia, affrontando un ulteriore giudizio amministrativo, conclusosi, in primo grado, con la pubblicazione, il 26 gennaio 2010, della sentenza 482/2009, con la quale il TAR Lazio ha accolto il ricorso da noi patrocinato, non limitandosi, per vero, ad annullare sic et simpliciter l'avversato decreto del Ministero dell'Interno. I giudici amministrativi, difatti, hanno fondato l'accoglimento del ricorso sull'ingresso, nell'ambito degli ultimi accordi sindacali, dell'art. 14 del DPR 170/2007 e dell'art. 18 del dPR 51/2009, entrambi titolati 'tutela delle lavoratrici madri' ed entrambi richiamanti una serie di disposizioni che si applicano al personale di polizia 'oltre a quanto previsto dal D. Lgs. 151/2001'.

Il che, a parere del TAR Lazio, ...Comporta la oramai pacifica applicabilità al personale di cui e' questione anche della disciplina recata dal citato D.Lgs. 151/2001, e quindi del suo art. 42 bis.

Non meno importante, altresì, l'orientamento espresso dallo stesso Tribunale, in relazione ad un altro dei 'capisaldi del diniego' della nostra Amministrazione, ovvero la specificità delle 'esigenze organizzative delle Forze di Polizia'.

Così scrivono i giudici laziali: ...Peraltro, non convincono gli ulteriori argomenti posti a sostegno dell'atto impugnato e concernenti le asserite difficoltà di organico nell'Ufficio di appartenenza, che si produrrebbero in ragione dell'accoglimento dell'istanza del ricorrente di assegnazione prolungata ad altra sede. In disparte l'apoditticità dell'affermazione, non meglio e piu' dettagliatamente confortata da elementi precisi e puntuali, va rilevato che, come ha affermato il ricorrente senza essere sul punto smentito dalla resistente Amministrazione, da una parte la sede di Alessandria (di attuale applicazione del ricorrente) fornisce abitualmente personale in aggregazione ad altre sedi così come quella di La Spezia (cui aspira ad essere assegnato il ricorrente) si trova a dover richiedere regolarmente l'invio di agenti per esigenze di sicurezza dovute all'aumento del flusso di persone nei periodi estivi.

Non ci resta, ora, che attendere il prossimo passo della nostra Amministrazione, la quale - abbiamo motivo di credere - ricorrerà in appello avverso la decisione del TAR Lazio. Noi, però, resisteremo davanti al Consiglio di Stato, ancora una volta dalla parte dei colleghi e della tutela familiare.

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Editoriale 01.02.10 Stampa E-mail
Scritto da Sap Flash   
Domenica 31 Gennaio 2010 21:26

I NOSTRI EROI…

Roma,  1°  febbraio  2010. Cicerone diceva che la memoria è tesoro e custode di tutte le cose. Nei giorni scorsi, in tutta Italia, si è celebrata la ricorrenza del Giorno della Memoria che commemora, come è noto, le vittime dell’Olocausto. L’occasione è stata importante per ricordare la figura di Giovanni Palatucci, ultimo Questore di Fiume, giovane Commissario di Polizia che morì a 36 anni nel campo di sterminio di Dachau e che riuscì a salvare oltre 5.000 ebrei dalla barbarie nazista. La figura di Palatucci è certamente eroica ed estrema al tempo stesso, figlia del suo tempo e unica nella storia della Polizia di Stato e di tutte le Forze dell’Ordine italiane. Ma il Giorno della Memoria deve indurci ad una riflessione anche sugli Eroi di tutti i giorni, su quelle Donne e su quegli Uomini in divisa che quotidianamente garantiscono la sicurezza dei cittadini, di cui nessuno parla se non quando la cronaca assume i contorni del dramma. Si tratta di colleghi che con il loro impegno, con la loro professionalità, con il loro sacrificio riescono a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica impedendo che qualcuno possa farsi male; pattugliano strade e città a piedi, in moto o in volante garantendo il sereno vivere dei nostri centri urbani; svolgono indagini delicate assicurando alla giustizia criminali di assoluto rilievo, ma anche delinquenti comuni. Si parla spesso, e a sproposito, del clima di insicurezza che regnerebbe nel nostro Paese. Esistono problemi reali e non ce li nascondiamo. Ma chiediamoci che cosa sarebbe l’Italia senza l’opera e il lavoro delle Forze dell’Ordine e della Polizia di Stato, senza il sacrificio di migliaia e migliaia di Eroi che quotidianamente salvano vite, perché impediscono la consumazione di reati o perché scoprono chi ha commesso reati. E i meriti di tutto questo sono in primo luogo dei colleghi, non certo della politica che spesso rivendica come propri risultati che sono frutto esclusivo del sudore e del sangue dei poliziotti italiani. La storia della Polizia di Stato, che tra mille vicissitudini attraversa tre secoli di vita (dal 1852), è ricca di Eroi che purtroppo hanno perso la vita in servizio per salvare tanti cittadini.

E’ ricca, soprattutto, di Eroi quotidiani che, oggi come in passato, la vita la rischiano tutti i giorni, sempre e soltanto per garantire la sicurezza della gente e il rispetto delle leggi. Eroi del nostro tempo che prendono “mazzate” ad Ischia per impedire lo scempio di un’isola devastata dall’abusivismo edilizio o che sono vittime di violenze in Piemonte da parte di chi, illegalmente, si oppone alla realizzazione di un cantiere per l’alta velocità ferroviaria. Eroi che poi qualche giudice contabile vorrebbe pure perseguire per danno d’immagine… Quando i primi Comitati e Movimenti Autonomi dei padri fondatori del SAP decisero, sul finire degli anni settanta, di istituire la nostra grande organizzazione sindacale, avevano bene in mente cos’era stata la Polizia di Stato fino a quel momento e che cosa sarebbe dovuta diventare.

Di conquiste, negli ultimi trent’anni, ne abbiamo ottenute tante. Di battaglie, nei mesi e negli anni a venire, restano da vincerne ancora molte. Ma una cosa è certa: a nessuno permetteremo mai di denigrare e insultare la nostra professione, il nostro impegno, la nostra divisa. Una divisa sulla quale e per la quale tanto sangue è stato versato. Questa è la nostra memoria. Noi non dimentichiamo.

Orgogliosi di essere SAP!

 
Editoriale 25.01.2010 Stampa E-mail
Scritto da Sap Flash   
Domenica 24 Gennaio 2010 21:33

Con l’ORDINE PUBBLICO non si scherza !!!

Roma,  25 gennaio 2010. In questi giorni centinaia e centinaia di colleghi sono impegnati in Piemonte, in Val di Susa, per le esigenze connesse alle manifestazioni organizzate contro i cantieri dell’alta velocità. Come sempre, frammischiati tra i tanti pacifici manifestanti, vi sono i soliti personaggi legati al mondo dell’antagonismo, dei centri sociali, di un certo “estremismo politico” che ormai fa parte del “folclore” del nostro Paese.

E sono costoro che, oggi come in passato, si rendono protagonisti di azioni di protesta che spesso sfociano in atti di violenza contro le Forze dell’Ordine ed in particolare contro i poliziotti, contro gli operatori dei Reparti Mobili che da tutta Italia sono stati aggregati in Val di Susa. Colleghi che stanno svolgendo al meglio il loro servizio, con grande professionalità e con grande sacrificio personale. Cinque anni fa, come molti ricorderanno, si ripeté in Piemonte una situazione simile e le proteste furono violente, tanto da determinare una decisa, ma legittima, azione di risposta da parte degli operatori della Polizia di Stato che – mai dimenticarlo – hanno il compito di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, impedendo che siano messi a ferro e fuoco i centri abitati e che qualcuno possa farsi male. I servizi televisivi e giornalistici dell’epoca, che mostravano le immagini degli scontri, contribuirono a determinare l’avvio di una inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Torino la quale, con grande scrupolosità e professionalità, acclarò senza ombra di dubbio la correttezza dell’operato dei nostri colleghi. Qualcuno però rimase “turbato” da quelle immagini, che potevano “danneggiare l’immagine stessa del Corpo della Polizia di Stato e della nazione tutta” (amen). Così, quel qualcuno – non uno qualunque: stiamo parlando del Procuratore Capo della Corte dei Conti del Piemonte, Ermete Bogetti – decise di attivarsi per avviare una indagine, spedendo (nel 2007) decine e decine di avvisi di istruttoria al personale dei Reparti Mobili di Torino, Milano, Genova, Bologna, Roma e Napoli con lo scopo di avviare “una azione di responsabilità per danno alla finanza pubblica per comportamento lesivo dell’immagine e del prestigio del Corpo e dello Stato”. Insomma, la reazione della Polizia di Stato, pur essendo stata legittima come accertato dalla Procura della Repubblica di Torino, avrebbe determinato un danno economico “di immagine” causato dalle “terribili” scene viste in tv e sui giornali.

Passano gli anni e arriviamo ad oggi: nei giorni scorsi la Corte dei Conte piemontese ha inviato un avviso di garanzia al dirigente del servizio dell’epoca, che oggi opera ancora nella città della mole. Non risulta che ci siano altri colleghi chiamati in causa. Abbiamo con forza espresso la nostra vicinanza e solidarietà al dirigente coinvolto; altresì, siamo convinti che alla fine della fiera questa vicenda si risolverà nel migliore dei modi. Ma il punto non è soltanto questo. Nelle nostre prese di posizione pubbliche sui quotidiani Libero e La Stampa (tutto sul nostro sito internet), abbiamo chiaramente detto che iniziative come quella posta in essere della magistratura contabile rischiano di ingenerare negli operatori un senso di insicurezza sui comportamenti da tenere, che potrebbe avere ripercussioni nella gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica. E certamente non può sfuggire il “dettaglio”, la casualità (?) di un’indagine che ritorna a far parlare di sé, dopo tre anni di istruttoria, proprio nelle ore e nei giorni in cui in Val di Susa i nostri colleghi sono impegnati in un delicato servizio di ordine pubblico.

Il SAP si è già attivato a livello nazionale, con la stretta collaborazione della Segreteria del Piemonte e di quella di Torino, per monitorare costantemente la situazione. Noi siamo e resteremo sempre dalla parte delle donne e degli uomini della Polizia di Stato e delle Forze dell’Ordine, MAI dalla parte di chi delinque, commette violenze o devasta borghi e città.

Orgogliosi di essere SAP!

 
Editoriale 18.10.2010 Stampa E-mail
Scritto da Sap Flash   
Giovedì 21 Gennaio 2010 21:33

STOP trattative alla Funzione Pubblica e nuove RISORSE: verso spiragli CONCRETI.

Roma, 18 gennaio 2010. Il confronto ed il dialogo con i sindacati di Polizia rappresentano una condizione fondamentale ed insostituibile, così come occorre evitare azioni d’imperio o decisioni unilaterali che non giovano a nessuno. Questo ha sostenuto il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso dell’incontro svoltosi al Viminale il 12 gennaio, al quale hanno partecipato il Segretario Generale del SAP, Nicola Tanzi e i Segretari Generali Aggiunti Ernesto Morandini e Francesco Quattrocchi. Un primo, importante risultato venuto fuori dall’incontro con Maroni, frutto esclusivo dell’azione condotta dal SAP unitamente a Siulp, Siap, Silp Cgil, Ugl Polizia e Coisp, è stato quello di sospendere le trattative in corso alla Funzione Pubblica per il rinnovo del “vecchio” Accordo. Una scelta sacrosanta, che sposa in pieno la linea di coerenza e serietà di chi si è rifiutato di sedersi a Palazzo Vidoni senza garanzie concrete sulle risorse. Ed è buffo leggere i comunicati di chi prima voleva chiudere a tutti i costi un Contratto da 15/20 euro, affermando che “sarebbe irresponsabile continuare a privare i poliziotti degli aumenti” (sic!!!), salvo poi applaudire Maroni, spellandosi le mani, per aver accolto la posizione del SAP e dei sindacati più seri che non si sono voluti sedere al tavolo con Brunetta. Il compito del SAP, invece, è quello di tutelare gli interessi reali del personale, come abbiamo sempre fatto e come continueremo a fare con sempre maggiore vigore, grazie anche alla conferma della nostra forza in termini di iscritti. Ma dal Ministro dell’Interno sono arrivate altre importanti novità, per le quali manifestiamo un cauto ottimismo. Infatti, sarà convocata a breve una riunione con Gianni Letta e con tutti i titolari dei Dicasteri che interessano il Comparto Sicurezza e Difesa al fine di ripensare le risorse economiche finora disponibili. In particolare, le risorse potrebbero essere reperite dal Fondo Unico Giustizia per il quale sono già disponibili – al 31 dicembre 2009 – un miliardo e mezzo di euro. Entro la fine di gennaio un dpcm dovrebbe ripartire le somme a metà tra il Viminale e il Ministero della Giustizia, con la possibilità di accrescere in modo stabile e continuativo il Fondo in questione attraverso la destinazione in via permanente (l’automatismo è stabilito dalle norme) delle risorse confiscate e sequestrate alla criminalità. Si tratta, come è intuibile, di appostamenti importanti che dovrebbero incrementare, come richiesto dal SAP, i 100 milioni di euro già previsti nella Finanziaria 2010 per la Specificità, oltre ad accelerare l’iter di approvazione del Riordino delle Carriere e avviare i tavoli della Previdenza complementare. Noi, ovviamente, vogliamo e pretendiamo fatti. Ma invitiamo tutti a vedere come, dopo la grande manifestazione di due mesi fa con i 40.000 in piazza a Roma, dopo le nostre costanti battaglie quotidiane, dopo l’abbandono dei tavoli di Palazzo Vidoni, cominci finalmente a vedersi l’uscita dal tunnel. Se lo meritano i circa 100.000 Poliziotti italiani che ogni giorno rischiano la vita e che sono stufi di essere presi in giro. Per questo, state pur tranquilli, vigiliamo e continueremo a vigilare.

Orgogliosi di essere SAP!

 
Editoriale 11.01.2010 Stampa E-mail
Scritto da Sap Flash   
Lunedì 11 Gennaio 2010 10:25

La SERIETA’ paga

Roma,  11 gennaio 2010. Contrariamente a chi pensa che fare sindacato significhi sedersi sempre e comunque nelle comode poltrone di Palazzo Vidoni, anche se la maggior parte delle sedie restano vuote, il SAP – coerentemente con la propria storia e con le proprie idee – ritiene che per fare un accordo debbano esistere delle condizioni e soprattutto delle garanzie per il personale che si rappresenta. Noi di colleghi ne rappresentiamo circa 20.000 e abbiamo responsabilità ben diverse da chi, con qualche migliaio di aderenti, ritiene di poter contare ben oltre la propria reale “consistenza”.

In democrazia, per fortuna, contano i numeri. E i numeri dicono che la stragrande maggioranza dei sindacati della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato (oltre al Cocer della Guardia di Finanza) si è davvero stufata di veder disattendere gli impegni presi per il Comparto Sicurezza. Il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, da sempre vicino alle esigenze dei colleghi, ha capito che il dissenso della stragrande maggioranza degli operatori delle Forze dell’Ordine merita una risposta diversa rispetto a quella data da altri suoi colleghi di Governo e, come da nostra richiesta, ci ha convocato nella giornata del 12 gennaio.

Sicuramente si parlerà di Contratto, Specificità, Previdenza complementare e Riordino delle Carriere. E’ la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che la nostra mancata partecipazione alla riunione convocata da Brunetta prima di Natale è stata quanto mai opportuna, nonostante “qualcuno” si ostini a dire il contrario. Anche perché, grazie all’azione di protesta del SAP e degli altri sindacati, il Presidente dei Senatori Pdl, Maurizio Gasparri, ha promesso un impegno concreto del centrodestra per reperire 300 milioni da aggiungere ai 100 milioni già previsti per la Specificità dalla Finanziaria 2010. L’obiettivo del SAP è avere, come minimo, 200 milioni per la Specificità e 200 milioni da aggiungere subito ai circa 600 già stanziati dai precedenti Governi per il Riordino delle Carriere.

Su queste basi può ripartire una trattativa. Questo diremo a Maroni.

Orgogliosi di essere SAP!

 
Editoriale 04.01.2010 Stampa E-mail
Scritto da Sap Flash   
Lunedì 04 Gennaio 2010 09:42

2010: l’anno della verità

Roma, 4 gennaio 2010.  Il nuovo anno, appena cominciato, non può non ripartire dai problemi e dai quesiti che il 2009 ha lasciato irrisolti. Camera e Senato si concedono ancora qualche giorno di vacanza. Noi, come la maggior parte dei poliziotti, abbiamo continuato anche nei giorni di festa a difendere e tutelare i diritti del personale, sul territorio come a Roma.

E proprio nelle ore che hanno preceduto il capodanno, il SAP è intervenuto su tutte le agenzie stampa per chiedere un chiarimento al presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che aveva parlato di “300.000 euro in più per le Forze dell’Ordine e le Forze Armate da ricavare con le risorse dello scudo fiscale”. Chiarimento che è subito arrivato, come abbiamo documentato in tempo reale sul nostro sito internet www.sap-nazionale.org. La cifra di 300.000 euro è risultata essere, per fortuna, un errore di battitura. La somma indicata, infatti, ammonta a 300 milioni di euro e nelle prossime settimane in Parlamento dovrebbero essere presentate delle proposte, sono parole del senatore Gasparri, “per vincolare parte delle risorse che entreranno nelle casse dello Stato grazie alla proroga dello scudo fiscale. Bisognerà valutare con Governo e parti interessate la specifica destinazione di queste cifre”. Memori delle tante promesse fino ad oggi fatte e non sempre ottemperate, come SAP manteniamo un atteggiamento a dir poco prudente. Però è altrettanto evidente che le nostre battaglie, le nostre prese di posizione, la discesa in campo di 40.000 colleghi a fine ottobre scorso, hanno dato e continuano a dare frutti. Soprattutto perché la classe politica tutta si è resa conto, concretamente, del malcontento che esiste tra gli operatori delle Forze di Polizia. I 100 milioni di euro per la Specificità previsti nella Finanziaria 2010 sono stati un primo passo, anche se non sufficiente.

I 300 milioni che potrebbero essere ricavati dallo scudo fiscale dovranno, a nostro avviso, essere ripartiti nel seguente modo: 100 milioni ancora per la Specificità e 200 milioni per il Riordino delle Carriere, da aggiungersi ai circa 600 milioni già accantonati dai precedenti Governi. Cifre importanti che, unitamente all’avvio dei tavoli per la previdenza complementare, costituiscono l’unica strada percorribile per dare dignità al Comparto Sicurezza e alla Polizia di Stato.

Non ci stancheremo mai di ricordare che, appena due mesi fa, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, aveva chiesto per le Forze dell’Ordine oltre un miliardo di euro: 300 milioni di euro, assieme ai 100 milioni per la Specificità previsti in Finanziaria e alle 6.000 assunzioni in tre anni (fondamentali, tra l’altro, per la mobilità interna), possono essere una base minima da cui ripartire.

Ma alle parole devono seguire fatti. Le prossime settimane e i mesi che verranno, da questo punto di vista, saranno decisivi. Noi, come sempre, non molleremo la presa.

Orgogliosi di essere SAP!

 
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