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Editoriale 27.12.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Domenica 26 Dicembre 2010 15:50 |
Il “regalo” che vogliamo…
Nei giorni che hanno preceduto il Natale, le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia del Senato hanno iniziato l'iter di approvazione del disegno di legge n. 2494, presentato dal ministro Maroni, concernente "Nuove disposizioni in materia di sicurezza pubblica".
Come abbiamo anticipato nello scorso numero del Flash, si punta ad inserire in questo provvedimento - d'iniziativa governativa - il nostro emendamento "Specificità", che fino ad oggi il Parlamento ha sempre respinto.
L'iter dovrebbe essere veloce, anche se la ripresa dei lavori parlamentari è, come di consueto, prevista per gennaio.
Le nostre iniziative di mobilitazione, le pressioni a tutti i livelli che stiamo effettuando, la consapevolezza che anche esponenti di rilievo della maggioranza abbiano compreso l'importanza di questo provvedimento che riguarda il tetto retributivo e le nostre principali indennità, stanno finalmente aprendo una breccia nel Governo e soprattutto nel ministro Tremonti.
Sia chiaro a tutti che non ci fidiamo, che restiamo mobilitati anche in questi giorni di festività natalizie, che la nostra azione e i nostri contatti proseguono ininterrottamente e senza sosta, contrariamente a chi - pure nel Comparto Sicurezza e Difesa - se ne sta a guardare, pronto a rivendicare successi non propri in caso di buoni risultati o a criticare nell'altra ipotesi.
Quello che otterremo sarà frutto esclusivo di un percorso di mobilitazione e di dissenso che ormai ci vede impegnati di mesi, in un momento di crisi politica ed economica che forse non ha precedenti nella storia della nostra Repubblica.
Al Governo chiediamo soprattutto serietà, specialmente se si prendono impegni con le donne e gli uomini in divisa: fino ad oggi sono state troppe le promesse disattese e questo sta creando tra i colleghi un solco quasi insanabile nei confronti della politica in genere.
Basti pensare alla questione degli arretrati del Contratto, che dovevano essere pagati entro il 2010. Possiamo certamente "consolarci" pensando che col nuovo anno prenderemo qualche euro in più per via della differente tassazione, ma crediamo anche che molti colleghi avessero fatto conto di avere quei soldi prima di Natale.
E in tema di promesse mancate ci pare quasi superfluo ricordare le problematiche dei colleghi destinati ad andare in pensione nei prossimi mesi, l'avvio della previdenza complementare, il riordino delle carriere.
Senza sicurezza non c'è libertà, non c'è ripresa economica, non c'è futuro.
E per fare la sicurezza non bastano le pacche sulla spalle dopo un arresto eclatante, ma servono risorse.
Questa consapevolezza noi ce l'abbiamo da sempre, ma devono averla soprattutto coloro che hanno la responsabilità, almeno fino alle prossime elezioni, di governare l'Italia.
Ed è questo il regalo più bello e più utile che il Santo Natale deve portarci.
Auguri di cuore a tutti voi.
Orgogliosi di essere SAP!
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Editoriale 20.12.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Domenica 19 Dicembre 2010 21:51 |
La "fiducia" dei Poliziotti!
Il Governo avrà pur conservato la fiducia dei parlamentari, ma è ben lontano dal riconquistare la fiducia degli operatori delle Forze dell’Ordine, ai quali si continuano a chiedere sacrifici pesantissimi e verso i quali viene subito espressa solidarietà se cento colleghi restano feriti durante violenti scontri di piazza, senza però riconoscere – concretamente! – il valore della Specificità della Professione, che da poche settimane è Legge dello Stato dopo una battaglia ultradecennale condotta dal Sindacato Autonomo di Polizia e oggi condivisa da tutte le principali organizzazioni del Comparto.
I poliziotti proseguono la mobilitazione e sono scesi di nuovo in piazza, a Montecitorio, dopo il volantinaggio dei giorni scorsi.
Il Senato, purtroppo, ha definitivamente convertito in legge il “pacchetto sicurezza”, senza l’approvazione dell’emendamento che doveva modificare, per gli appartenenti al Comparto Sicurezza e Difesa, l’art. 9 co. 1 della Legge 122/2010, relativa alla manovra finanziaria correttiva e di stabilizzazione dei conti pubblici dello scorsa estate.
Un emendamento fondamentale per il riconoscimento concreto della nostra Specificità e dei nostri sacrifici.
Nel corso dei lavori parlamentari, il centrodestra ha condiviso la necessità dell’emendamento, affermando però che certi temi non potevano essere portati avanti nell’ambito della conversione in legge del pacchetto sicurezza.
Pertanto, tutti gli emendamenti di maggioranza ed opposizione sono stati ritirati, sono stati approvati dal Governo nuovi ordini del giorno (che pubblichiamo di seguito) i quali ribadiscono la necessità di riconoscere al più presto, tangibilmente, la Specificità delle Forze Ordine e l’intenzione è quella di inserire la norma che ci interessa nel disegno di legge (AS 2494) recante “Nuove disposizioni in materia di sicurezza pubblica”.
Il Presidente della Prima Commissione Affari Costituzionali del Senato, Carlo Vizzini, lo ha spiegato con chiarezza nello stralcio di intervento che riportiamo dopo l’editoriale.
Vizzini è una persona seria e siamo convinti, anche da una attenta lettura dei resoconti parlamentari e dai numerosi contatti che intratteniamo con deputati e senatori di maggioranza ed opposizione, che la strada per il riconoscimento concreto della Specificità sia tracciata.
La situazione politica, la crisi economica, l’instabilità complessiva, le mille promesse fatte e non mantenute ci fanno però essere guardinghi.
E soprattutto mobilitati. Non a caso, mentre qualcuno se ne starà a casa a mangiare il panettone, noi saremo in piazza anche durante la settimana di Natale, con una nuova azione di dissenso ma soprattutto di senbilizzazione, ad Arcore, nella giornata del 20 dicembre.
Il lavoro delle Forze dell’Ordine è fondamentale, come la nostra dignità. E non permetteremo a nessuno di calpestarla ancora.
Orgogliosi di essere SAP! |
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Editoriale 13.12.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Lunedì 13 Dicembre 2010 14:50 |
In PIAZZA!!!
Quando sono a rischio diritti acquisiti frutto di battaglie e sacrifici trentennali, la via della mobilitazione e della piazza - anche con toni forti e iniziative provocatorie - resta l'unica strada percorribile per un sindacato che si rispetti.
Il SAP, la Consulta Sicurezza, i principali sindacati del Comparto Sicurezza e le organizzazioni di rappresentanza dei Vigili del Fuoco hanno dato vita nei giorni scorsi ad una serie di proteste e iniziative in tutte le città italiane, anche ad Arcore, davanti alla residenza del Presidente del Consiglio.
Molti telegiornali, quasi tutti i quotidiani nazionali, le principali agenzie stampa, tantissime radio e addirittura "Striscia la Notizia" hanno dato rilievo alla nostra mobilitazione, destinata a proseguire nella giornata del 13 dicembre davanti a Montecitorio.
Il momento politico ed economico del Paese è delicato, ma le Forze dell'Ordine hanno già sopportato sacrifici e tagli, riuscendo comunque - solo grazie all'abnegazione e alla professionalità dei colleghi - a garantire la sicurezza dei cittadini.
Adesso basta! Dopo la vergogna che si è consumata alla Camera dei Deputati, con la presentazione e il ritiro da parte della maggioranza di un fondamentale emendamento che avrebbe trasformato in norma alcuni ordini del giorno, più volte approvati, tesi a salvaguardare le indennità specifiche per i servizi di Polizia, l’indennità pensionabile, gli avanzamenti di carriera, gli scatti e gli assegni di funzione, adesso il testo di conversione in legge del pacchetto sicurezza è giunto alle Commissioni I e II del Senato.
Abbiamo appreso informalmente che sono stati presentati tre emendamenti dalla maggioranza, da Fli e dall'opposizione per reintrodurre la norma bocciata alla Camera.
Ci auguriamo che a Palazzo Madama non si verifichi quello che è accaduto a Montecitorio. Su questo emendamento il SAP, assieme agli altri sindacati di Polizia, ha lavorato molto e la maggioranza aveva dimostrato di condividere il testo, che per altro recepiva impegni e promesse più volte presi.
Il problema, come abbiamo spesso detto, è principalmente politico. Dal punto di vista economico, infatti, forse si poteva pensare a rimodulare meglio alcuni investimenti fatti nell'ultima legge di stabilità (la finanziaria 2011), come ad esempio i 36,4 milioni di euro stanziati per permettere ai militari di andare a passeggio per le strade coi poliziotti o i 30 milioni di euro considerati per le esigenze del parco auto dei carabinieri. Il Sindacato Autonomo di Polizia attende risposte concrete dal Governo e la mobilitazione proseguirà finché non ci saranno certezze per il Comparto Sicurezza.
Certezze che chiediamo anche sugli arretrati dell'ultimo Contratto, perché è vergognoso che pure su questo punto non siano stati rispettati, ad oggi, gli impegni presi e sottoscritti: noi continuiamo a lavorare affinché quanto dovuto sia percepito entro l'anno.
Ed al più presto dovranno pure essere emanate nuove disposizioni, da parte dell'Inpdap, per tutelare il personale destinato ad andare in pensione il prossimo anno.
Non si scherza con i diritti acquisiti.
Orgogliosi di essere SAP!
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Editoriale 06.12.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Lunedì 06 Dicembre 2010 22:24 |
Promesse MANCATE
La Camera dei Deputati ha perso un’occasione fondamentale per approvare l’emendamento necessario per salvaguardare le indennità specifiche per i servizi di Polizia, l’indennità pensionabile, gli avanzamenti di carriera e gli scatti, gli assegni di funzione.
La maggioranza, durante la conversione in legge del Pacchetto Sicurezza, ha davvero perso la faccia nei confronti del personale delle Forze dell’Ordine, presentando e poi ritirando un emendamento (disponibile tra le news del nostro sito) frutto dell’impegno del Ministro Maroni e dell’appoggio fondamentale di Fli.
Una scelta che rafforza la nostra convinzione di manifestare il 13 dicembre davanti a Montecitorio e di avviare in tutta Italia una campagna di mobilitazione che parte già il 9 dicembre con un volantinaggio in tutte le regioni e città italiane da parte del SAP, della Consulta Sicurezza e dei principali sindacati di Polizia.
La nostra organizzazione ha lavorato e continua ad operare nel migliore dei modi, agendo su più fronti e su più tavoli, nell’esclusivo interesse dei colleghi.
Ma ci chiediamo quale credibilità possa avere un Governo e soprattutto una maggioranza che concordano con le parti sociali una norma che recepisce ordini del giorno approvati più volte, salvo poi all’ultimo momento ritirare tutto? Il problema non è solo di natura economica, come si vuole far credere.
La questione è squisitamente politica e la politica deve trovare una soluzione. Noi, come sindacato, la nostra parte la facciamo e continueremo a farla avviando una pesantissima stagione di dissenso, che si concretizzerà nei prossimi giorni in una serie di iniziative e di mobilitazioni.
Il Parlamento deve convertire entro il 12 gennaio il Pacchetto Sicurezza in legge ed è teoricamente possibile che il Senato modifichi il testo approvato alla Camera, come ha promesso il Ministro Maroni.
Ma è anche vero che il 14 dicembre l’attuale Governo potrebbe perdere la fiducia dei propri parlamentari. Una partita pericolosa che non possiamo perdere.
E’ tempo di mobilitarsi ancora una volta. E dobbiamo ringraziare il nostro ex Segretario Generale Aggiunto, l’ On. Giovanni Paladini, parlamentare dell’Italia dei Valori, che alla Camera si è battuto come un leone in difesa dei colleghi e del nostro emendamento.
Così come non possiamo sottacere l’intervento dell’On. Giorgio Conte, Vice Capo Gruppo di Fli alla Camera, tra i firmatari dell’emendamento in questione e coerente nel difendere e salvaguardare gli interessi delle Forze dell’Ordine.
Orgogliosi di essere SAP! |
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Editoriale 29.11.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Giovedì 02 Dicembre 2010 21:12 |
SETTIMANA DECISIVA
Dopo l’incontro con il Ministro dell’Interno, ci troviamo a vivere una settimana decisiva per il Comparto Sicurezza, anche perché, in assenza di risposte concrete, la via della mobilitazione – già annunciata dal SAP nelle settimane scorse – troverà concretizzazione con una manifestazione dei sindacati del “cartello” il 13 dicembre a Montecitorio, alla vigilia della giornata che segnerà la fine o un nuovo inizio per l’attuale Governo guidato da Silvio Berlusconi.
L’esito dell’incontro avuto al Viminale con Maroni è ben descritto nel comunicato congiunto redatto assieme a Siulp, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl Polizia e Coisp.
Il Ministro ha garantito il suo personale impegno sulle tematiche che abbiamo esposto, a partire dalla necessità di trasformare in norma gli ordini del giorno – frutto della mobilitazione di questa estate – che ci tutelano sul fronte delle indennità accessorie, degli assegni di funzione, degli scatti e degli avanzamenti. La settimana che abbiamo davanti sarà decisiva da questo punto di vista perché il Parlamento è chiamato ad approvare la Legge di Stabilità, a trasformare in Legge il Decreto relativo al “Pacchetto Sicurezza” e ad emanare il cosiddetto “milleproroghe”.
Tre provvedimenti che devono trovare comunque concretizzazione entro il 14 dicembre e nei quali è certamente possibile inserire un articolo che tuteli concretamente la nostra “specificità”.
In questi giorni, stiamo continuando a tessere la nostra rete di contatti con parlamentari di buona volontà provenienti dalle fila del centrodestra e del centrosinistra, proprio per far sì che il Parlamento non deluda, ancora una volta, le Forze dell’Ordine. Nel contempo, è stata annunciata la mobilitazione davanti a Montecitorio – alla vigilia di una giornata delicatissima per il Governo – per pungolare la classe politica a fare il proprio dovere nei nostri confronti.
Altro tema di stretta attualità è quello degli aumenti e degli arretrati. I colleghi sanno che, come promesso, la busta paga di novembre è stata aggiornata.
Noi, contrariamente ad altri che parlano di rinvii, riteniamo che l’Esecutivo debba mantenere l’impegno a corrispondere gli arretrati entro l’anno.
Su questo non intendiamo mollare e lo abbiamo detto a chiare lettere al Ministro dell’Interno.
Spiragli positivi importanti si aprono, invece, per quel che riguarda altri due punti caldi: la previdenza e i tornelli. Sul primo, con particolare riferimento all’applicazione delle “finestre mobili” pure per il personale della Polizia di Stato a partire dal gennaio 2011, Maroni ha garantito che si adopererà presso l’Inpdap per l’emanazione di una circolare ad hoc.
Per quel che concerne i sistemi di rilevazione automatica delle presenze, è stata confermata la linea portata avanti da tempo dal SAP: niente tornelli per i poliziotti che non sono e non saranno mai impiegati civili, che non hanno bisogno di essere “adottati”, come qualche confederazione poco lungimirante ha scritto e detto recentemente. La battaglia continua, le giornate diventano decisive.
Il futuro della Polizia di Stato e del Comparto Sicurezza si decide nel giro di due settimane.
Pronti, ancora una volta, a scendere in piazza.
Orgogliosi di essere SAP!
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Editoriale 22.11.10 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Lunedì 22 Novembre 2010 22:04 |
La POLIZIA porta fortuna al Governo...
La fortuna di questo Governo è costituita dal gran lavoro dei Poliziotti.
Un lavoro che porta risultati e che permette a questi signori di andare in tv ed appropriarsi di meriti non propri, mentre in Parlamento deputati e senatori continuano ad umiliare le Forze dell’Ordine, disattendendo promesse solenni e impegni scritti, come se nulla fosse.
La nostra pazienza sta davvero per finire. La Camera ha infatti licenziato, nei giorni scorsi, la cosiddetta Legge di Stabilità 2011 (ex Finanziaria) senza minimamente tenere conto degli impegni assunti questa estate dopo l’approvazione degli ordini del giorni bipartisan che servono a tutelare le nostre indennità accessorie, i nostri avanzamenti, i nostri assegni di funzione.
Impegni che appena lo scorso settembre erano stati ribaditi nero su bianco alla Funzione Pubblica durante la firma del Contratto.
La cosa ridicola è che ci troviamo costretti a ringraziare la minoranza ed in particolare i parlamentari Rugghia, Fiano, Villecco Calipari (e altri) che, durante l’approvazione alla Camera della Legge di Stabilità, hanno proposto un nuovo ordine del giorno – dato che il testo era blindato – che il Sottosegretario di Stato Luigi Casero, a nome del Governo, ha accettato!
Un ordine del giorno che ribadisce le necessità già evidenziate questa estate e impegna il Governo (stavolta è passata una formula più perentoria rispetto al generico “impegna il Governo a valutare l’opportunità di”), considerando pure il recente riconoscimento della Specificità della professione, ad “assumere le necessarie iniziative, anche normative, in merito all'applicabilità del ‘tetto salariale’ alla peculiare realtà retributiva del personale delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, al fine di garantire la corresponsione integrale degli emolumenti connessi con l'impiego e la professionalità, con l'effettiva presenza in servizio e con la maturazione di requisiti di anzianità e di merito ai sensi della normativa in vigore”.
L’ordine del giorno impegna inoltre l’Esecutivo ad integrare il Fondo di 160 milioni di euro – giudicato non sufficiente - “con risorse adeguate, utilizzando il primo provvedimento utile allo scopo, e ad assumere le necessarie iniziative, anche normative, al fine di riconoscere pienamente al personale gli effetti economici derivanti dalle promozioni, gli adeguamenti annuali e la progressione economica per classi e scatti”.
Noi vogliamo capire a che gioco stanno giocando i parlamentari di ciò che è rimasto del Pdl e i loro sodali della Lega.
Questo clima di incertezza crea danni enormi.
I colleghi non hanno più garanzie neppure in ordine alla corresponsione degli arretrati del Contratto.
Mercoledì prossimo il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, riceverà il SAP e sindacati di Polizia proprio per discutere di queste tematiche.
Da lui ci aspettiamo un discorso chiaro, lineare e soprattutto onesto.
Basta chiacchiere, basta rinvii, basta promesse. Il Parlamento, al di là della Legge di Stabilità che ormai sembra avviarsi su di un binario disastroso per il nostro Comparto, può ancora tirar fuori un sussulto di orgoglio e approvare le norme di salvaguardia che ci stanno a cuore col decreto “milleproroghe” che si collega alla ex Finanziaria o addirittura nell’ambito della conversione in legge del nuovo Pacchetto Sicurezza. A metà dicembre questo Governo potrebbe andare a casa, se sfiduciato dal Parlamento.
Non c’è più tempo.
E questo lo sa anche il Ministro Maroni al quale chiediamo concretezza e non solo congratulazioni per gli arresti eclatanti...
Orgogliosi di essere SAP!
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Editoriale 15.11.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Lunedì 15 Novembre 2010 18:13 |
Napolitano e Fini: “No ai tagli lineari”
In un momento così delicato per il nostro Paese, per le vicissitudini politiche a tutti ben note, per la crisi economica che attanaglia il cosiddetto “ceto medio” e colpisce pesantemente anche le donne e gli uomini della Polizia di Stato, non può sfuggire a nessuno il ruolo assunto da due delle principali Istituzioni della nostra Repubblica, a partire dal Presidente Giorgio Napolitano che, riferendosi alla Legge di Stabilità 2011, ha recentemente affermato: “C'è una grande confusione, un grande buio, il vuoto sulle scelte e sulle priorità nella destinazione delle risorse pubbliche. Abbiamo un debito pesante sulle spalle e dobbiamo contenere la spesa pubblica. Ma non dobbiamo tagliare tutto. L'arte della politica consiste proprio nel fare delle scelte”.
Parole che il Sindacato Autonomo di Polizia condivide al cento per cento perché da oltre un anno, sin dai tempi della grande manifestazione dei 40.000 in piazza (ottobre 2009) per arrivare alla mobilitazione della scorsa estate, sosteniamo che bisogna evitare tagli lineari indiscriminati e salvaguardare le Forze dell’Ordine che garantiscono la sicurezza dei cittadini.
Anche il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, si è espresso in questi termini dal palco di Bastia Umbra, a Perugia, nell’ambito della convention di Futuro e Libertà alla quale il SAP ha partecipato come ospite con il Segretario Generale Nicola Tanzi e il Segretario Generale Aggiunto Francesco Quattrocchi: “A Tremonti contestiamo le modalità con cui ha mantenuto i conti sotto controllo. Quello che contestiamo sono i tagli lineari che hanno rappresentato per certi aspetti la modalità migliore del Governo per non scegliere, in quanto togliendo qualcosa a tutti si è esentati dal decidere dove tagliare e dove investire. Non è chiedendo più sacrifici a chi e' in prima linea contro il crimine che si garantisce più sicurezza”.
Queste affermazioni, molto significative perché espresse da Alte Cariche dello Stato, danno forza alle posizioni che il SAP porta avanti con coerenza da tempo, in questo unito ai sindacati che si ritrovano nel “cartello”.
Posizioni che si inseriscono in quadro politico ed economico molto delicato e che devono far riflettere l’attuale Governo presieduto, non si sa ancora per quanto, da Silvio Berlusconi.
La nostra mobilitazione continua e si accentuerà nei giorni in cui il Parlamento darà via libera alla Legge di Stabilità e ancor più al decreto cosiddetto “milleproroghe”, che sarà varato entro fine anno: esiste ancora uno spazio di manovra importante per concretizzare gli impegni assunti dall’Esecutivo questa estate, ribaditi nero su bianco durante la firma del contratto, a tutela del Comparto Sicurezza.
Stiamo lavorando con tutti i parlamentari di buona volontà, senza distinzione tra destra e sinistra, affinché non siano ancora una volta tradite le necessità delle Forze dell’Ordine.
Il sindacato – tutto! – si conferma come l’unica barriera ai tentativi di certa classe politica che promette e non mantiene, col solo scopo di delegittimare proprio le organizzazioni che tutelano i professionisti della sicurezza, instillando nel personale il dubbio che le OO.SS. non riescano a portare avanti i propri obiettivi.
Indebolendo il sindacato, si rafforza inevitabilmente il Governo, si avallano le scelte di chi – per dirla col Presidente Fini – non sceglie, depauperando la sicurezza nel nostro Paese.
Questo e’ il momento di essere forti e compatti, di stare tutti dalla stessa parte, di dare vigore al sindacato che costituisce l’unico argine per tutelare realmente i colleghi.
Orgogliosi di essere SAP!
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Editoriale 08.11.2010 |
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Scritto da Nicola Tanzi
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Domenica 07 Novembre 2010 21:09 |
MOBILITAZIONE!!!
Il clima politico e l’approssimarsi, sempre più probabile, di nuove elezioni rende particolarmente ingarbugliata la situazione del nostro Comparto, in un momento in cui il Paese sembra interessato soprattutto al privato e ai pettegolezzi che riguardano personaggi di primo piano della vita pubblica.
Si tratta di un gioco che non ci piace e non ci convince, perché i problemi che vive l’Italia sono altri, a cominciare dai disagi, sempre più forti, degli operatori del Comparto Sicurezza.
Dopo la grande mobilitazione di questa estate contro la manovra finanziaria e l’adozione, da parte del Parlamento, di alcuni Ordini del Giorno tesi a salvaguardare le nostre indennità, i nostri assegni di funzione, i nostri avanzamenti per il 2011 e per gli anni successivi, il Governo – a settembre – ha ribadito quegli impegni durante la firma del Contratto 2008/2009 che entro l’anno, stante l’ormai prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (10 novembre), garantirà i relativi adeguamenti stipendiali.
Fin qui tutto bene.
In questi giorni, la maggioranza – al di là delle polemiche rilanciate dai media – sta lavorando per chiudere la cosiddetta Legge di Stabilità 2011, una sorta di mini finanziaria che dovrebbe mettere a fuoco alcuni provvedimenti introdotti questa estate.
Nell’ambito di questa “manovra”, è auspicabile l’impegno del Governo per la trasformazione in legge degli Ordini del Giorno che ci riguardano: una soluzione necessaria soprattutto perché, in caso di elezioni o di nuovo Governo “tecnico”, gli OdG rischiano di non avere la forza di legge necessaria.
La notizia negativa sta proprio qui: al momento il Parlamento, a partire dalla Commissione Bilancio della Camera dove è in discussione la Legge di Stabilità, non pare prendere in considerazione questa ipotesi. Resta la possibilità, sia chiaro, che un eventuale decreto “milleproroghe”, solitamente varato entro fine anno, assorba le varie istanze, compresi i nostri Ordini del Giorno. Ma non possiamo permetterci di rischiare perché la posta in gioco, un gioco che – ripetiamo! – non ci piace assolutamente, è troppa alta.
Per questo, il SAP – assieme ai sindacati del “cartello” – ha intenzione di mettere immediatamente in campo una nuova strategia di mobilitazione e dissenso, perché al Governo non dev’essere consentito di tradire, ancora una volta, gli impegni presi e non esiste alcuna situazione politica che tenga!
Ci auguriamo che la Specificità della Professione, ormai approvata del Parlamento (attendiamo soltanto la firma del Presidente della Repubblica), non sia tradita ancor prima di diventare definitivamente Legge dello Stato.
Questo non vale soltanto per il delicatissimo e fondamentale tema degli Ordini del Giorno, ma anche per le pensioni, visto che il Dipartimento – non potendo al momento che prendere atto delle circolari Inpdap che noi contestiamo – ha precisato in una nota (disponibile sul nostro sito) che dal 2011 si applicano le cosiddette “finestre mobili” anche al personale delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate.
L’Esecutivo guidato da Silvio Berlusconi anche in questi giorni sta vantando i propri successi in materia di sicurezza propagandando un pacchetto sicurezza bis che non serve a nessuno se non ci sono risorse, mezzi e uomini per attuarlo.
Noi, con tutti i mezzi leciti consentiti, tuteleremo sempre e comunque la Polizia di Stato e le Forze dell’Ordine!
Orgogliosi di essere SAP!
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